Zuppa inglese
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Preparazione:
Montate i tuorli con lo zucchero, unite la farina poi, poco alla volta il latte caldo fino ad ottenere un composto liquido ed omogeneo che porrete sul fuoco mescolando in continuazione fino a quando non prenderà il bollore. Lasciate bollire 2 minuti e togliete il tegame dal fuoco.
Nel frattempo inzuppate i savoiardi (o le fette di pan di Spagna) nell’alchermes e disponeteli sul fondo di una pirofila bassa distanti tra loro un paio di centimetri. Ora versate sui savoiardi poco più di metà della crema tolta dal fuoco, ma ancora calda.
Prendete la crema rimanente ed aggiungetevi il cacao in polvere mescolando con una frusta in modo che risulti omogenea.
Disponete un altro strato di savoiardi sulla crema gialla nella pirofila e ricopriteli con la crema nera ottenuta con il cacao.
Lasciatela raffreddare e servite a cucchiaiate, così da evidenziare nel piatto gli strati di colori.
Preparazione:
Montate i tuorli con lo zucchero, unite la farina poi, poco alla volta il latte caldo fino ad ottenere un composto liquido ed omogeneo che porrete sul fuoco mescolando in continuazione fino a quando non prenderà il bollore. Lasciate bollire 2 minuti e togliete il tegame dal fuoco.
Nel frattempo inzuppate i savoiardi (o le fette di pan di Spagna) nell’alchermes e disponeteli sul fondo di una pirofila bassa distanti tra loro un paio di centimetri. Ora versate sui savoiardi poco più di metà della crema tolta dal fuoco, ma ancora calda.
Prendete la crema rimanente ed aggiungetevi il cacao in polvere mescolando con una frusta in modo che risulti omogenea.
Disponete un altro strato di savoiardi sulla crema gialla nella pirofila e ricopriteli con la crema nera ottenuta con il cacao.
Lasciatela raffreddare e servite a cucchiaiate, così da evidenziare nel piatto gli strati di colori. <<<
Descrizione:
“Sull’origine del nome si è detto di tutto e di più, come tante e di più sono le varianti che si possono trovare in Romagna; questa è quella tipica ravennate, quella che facevano le mie nonne e le mie bisnonne. E quando c’era….era davvero festa! Sì, perché il territorio ravennate, prima dell’insediamento del polo chimico e dello sviluppo che né è derivato con il conseguente incremento anche dell’attività portuale, era abitato . . . >>>
Descrizione::
“Sull’origine del nome si è detto di tutto e di più, come tante e di più sono le varianti che si possono trovare in Romagna; questa è quella tipica ravennate, quella che facevano le mie nonne e le mie bisnonne. E quando c’era….era davvero festa! Sì, perché il territorio ravennate, prima dell’insediamento del polo chimico e dello sviluppo che né è derivato con il conseguente incremento anche dell’attività portuale, era abitato in gran parte da povera gente di campagna sopravvissuta al fronte di guerra. Il dolce si faceva per le feste comandate e con quello che ci poteva essere a disposizione in campagna: latte, uova, zucchero e farina. L’alchermes ed il cacao in polvere erano gli ingredienti più preziosi, quelli da comprare in drogheria.” <<<
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